Il
viaggio, strumento di transizione, apertura e integrazione, mezzo di confronto e scambio, metafora della vita: nelle sue molteplici forme sarà questo il filo conduttore della III edizione del
Festival Terre di Frontiera.
In cinque incontri di grande impatto artistico ed emotivo, uniti dai linguaggi del teatro, della cultura e della musica, Terre di Fronterà svilupperà percorsi onirici e di riscoperta all'interno di una terra altrettanto sfaccettata e ricca, come la provincia piemontese.
Attraverso gli scorci suggestivi di
Chiusa Pesio, Govone, Guarene, Bra e Saluzzo, il territorio entrerà a fare parte delle straordinarie performaces artististiche dei
Manomanouche, dell'Accademia dei Folli Compagnia di Musica-Teatro e della Deep Blues band.
Accademia dei Folli Compagnia di Musica-Teatro (Chiusa Pesio 06/9 e Bra 20/9), gruppo di giovani attori diplomati alla Scuola di Teatro del Teatro Stabile di Torino, diretta da Luca Ronconi, e alcuni musicisti provenienti dal Conservatorio e dal Centro Jazz di Torino, si incontrano con l’intento di fondere le loro diverse esperienze e dar vita ad un teatro in cui la musica non sia un semplice supporto, ma un elemento complementare; parte integrante dello stesso linguaggio, un linguaggio teatrale vivo, capace di comunicare con il pubblico di emozionarlo, di coinvolgerlo.
Un teatro che metta in risalto la sua unica e vera forza: l’energia quasi tangibile che scorre tra l’artista e il pubblico.
I Deep Blues Band (Govone 13/9) che spaziano dal Blues acustico, all’honky-tonk da bordello della Lousiana, al blues urbano al soul, per arrivare con le tastiere a ricamare sonorità "elettroniche" sanno costruire un torrido live set per ballare e dimenarsi, o un pacato tuffo negli anni ’30, che lascia in bocca il sapore di caramello delle estati di New Orleans; o ancora una riscrittura dei classici di Robert Johnson, ed un lento soul per piangere su qualche amore perduto guardando il fondo del bicchiere. Da qui nato "Me and the Devil - La leggenda di Robert Johnson", che ha esordito al Teatro Vittoria di Torino nel 2006, e intanto se ne è andato a zonzo per l’Italia: spettacolo teatrale, story telling, concerto, video installazione. Tuttoinsieme. Perchè l’espressione "purista del blues" è semplicemente un controsenso.
I Manomanouche (Guarene 19/9 e Saluzzo 26/9) uno dei gruppi di riferimento mondiale per la musica che fonde le radici chitarristiche del flamenco e della musica gitana con la cultura jazzistica europea. Nell'esecuzione sofisticata e coinvolgente dei loro spettacoli il gruppo sa trasferire al suo pubblico il viaggio percorso dalla musica manouche grazie alle sfumature e alla contaminazione delle note. Questo viaggio che dura da circa un millennio ha scelto come sede di permanenza la Francia, l'Olanda, la Germania e il Belgio lasciando ad ogni passaggio traccia di generi e sonorita': il jazz degli Anni Trenta e la sua liberta' di espressione con il valzer Musette francese e la virtuosita' tzigana del fraseggio
