“succede che io sono diventato uomo quando
ho imparato ad essere solo.”
(Cesare Pavese, Il mestiere di vivere)
Il Festival Cesare Pavese 2007 - La solitudine continua
il percorso, intrapreso dalle scorse edizioni, di approfondimento
della conoscenza delle opere di Pavese, di avvicinamento dei nuovi
segmenti di pubblico alla figura dello scrittore e di valorizzazione
dei luoghi che hanno fatto da cornice alla vita dello scrittore e
dei suoi personaggi. La manifestazione è diventata così
un mezzo attraverso il quale comunicare la città e il territorio
regionale, un elemento fondamentale della filiera che crea il prodotto
turistico culturale.
La sesta edizione del Pavese Festival affronta il rapporto di Pavese
con la solitudine. Questo tema permette di rivisitare la figura
dell’Autore non solo come scrittore ma anche come uomo: la
solitudine “unico vero bene quotidiano” sofferta ma
anche goduta, cercata ma anche combattuta nella convinzione e nel
bisogno di comunicare con gli altri e per gli altri.
Pavese attraverso la scrittura parla al mondo, schiude il suo guscio
e confessa questo suo stato di isolamento; intraprende così
un percorso letterario che fa della poesia una poesia-racconto,
uno spazio narrativo che fa entrare al suo interno un mondo vivo
e reale intriso di simbolismo e autobiografia nel quale è
possibile ricostruire la complessità della sua breve e tragica
vicenda umana.
In Cesare Pavese c’è l’intellettuale che ha fatto
suo il dolore del tempo e della solitudine, e lo ha vissuto in una
esperienza indubbiamente personale con estrema coerenza fino al
suicidio in cui culmina la sua vita.
Cesare Pavese disse la verità quando scrisse queste parole:
“ho lavorato, ho dato poesia agli uomini, ho condiviso le
pene di molti”. Non ci si esprime così quando dentro
non c’è una vita morale, non c’è un proprio
dramma, una propria storia intima da raccontare agli altri che potranno
goderla, se sapranno riviverla.
L’originalità della Festival Pavese sta nella contaminazione
tra generi differenti: la musica e il teatro interpretano in modo
singolare l’opera letteraria di Pavese. Anche in questa edizione
sono previste sperimentazioni tra generi artistici differenti e
nuove produzioni con l’obiettivo di avvicinare e coinvolgere
i giovani spettatori offrendo loro contesti espressivi creativi
e vicini agli innovativi linguaggi artistici.
L’edizione 2007 del Festival è realizzata grazie alla
collaborazione del Comune di Santo Stefano Belbo e all’importante
sostegno da parte della Compagnia San Paolo, della Fondazione Cassa
di Risparmio di Torino, della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo,
della Regione Piemonte, della Provincia di Cuneo, della Provincia
di Alessandria, della Provincia di Asti, del Comune di Canelli e del
Comune di Serralunga di Crea.
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